Cameron Dallas 18/06/16

“Dear Cameron, welcome to Milan!! We are so happy you enjoy us for both the fashion show and the party!!! Thank you so much.” Dolce e Gabbana

Questa volta è iniziato tutto così. Cameron ha messo uno snapchat di quel bigliettino e io ho perso la testa, ancora una volta. Stavo guardando tutte le storie di snapchat, sono arrivata alla sua. “Welcome to Milan”. Mi si è fermato il cuore, sono andata su twitter a controllare e..

Panico. In meno di un secondo ho dato la notizia alla mia #CameronSquad, ho subito ricevuto una chiamata, mentre arrivavano i messaggi “Cosa ci facciamo ancora qui? Andiamo!”.  Alla fine, però, ieri sera non siamo andate. La mattina dopo, cioè oggi, ho chiamato la mia storica compagna di banco dicendole che Cameron era tornato a Milano. Incredula come me, mi ha chiesto “Ma come? Ma non era venuto settimana scorsa”. “Andiamo”. C’è da dire che Cameron l’abbiamo scoperto insieme in una giornata di Novembre del 2013 quindi coronare il nostro sogno insieme sarebbe stato ancora meglio, no? Appena mi ha dato l’ok, l’ho raggiunta e siamo andate fuori dalla sfilata di Dolce e Gabbana. Indovinate? Altre duemila persone avevano avuto la nostra idea. Appena siamo arrivate abbiamo visto passare Cameron per entrare, ci è bastato? Assolutamente no. Abbiamo pazientemente aspettato che la sfilata finisse. Dopo che la sfilata è finita è uscito Neel Visser, un modello per cui era lì la metà della gente. E’ cominciato il delirio. Dopo di lui sono usciti tutti i modelli, alcuni sono stati davvero simpatici. Nonostante non avessimo idea di chi fossero ci siamo fatte i selfie anche col loro, giusto per non farsi mancare niente. Poco dopo il boato: Dolce e Gabbana sono usciti, in mezzo a loro c’era Cameron. Da quel momento non ho capito più niente. Ci è passato a 20cm, mi ha preso la mano, ma comunque non ha fatto foto con nessuno. Prima che tutti se ne rendessero conto siamo andate via, ci siamo catapultate all’hotel. Non c’era troppa gente e Cameron non era ancora arrivato. Avevamo pochissimo tempo per pensare ad un piano efficace. “Proviamo ad entrare, tentar non nuoce, al massimo ci sbattono fuori.”. Siamo entrate come se niente fosse, abbiamo chiesto un caffè e un acqua, ci siamo sedute e prima che ci potessero portare ciò che avevamo chiesto, eccolo sulla soglia della porta. Mi si è fermato il cuore. Di scatto mi sono alzata, gli sono andata incontro. Non so dove io abbia trovato la calma, ma sembrando la persona più tranquilla del mondo gli ho chiesto se potessimo fare una foto. Con il sorriso sempre stampato in faccia, ha accettato. Ci siamo messi in posa e poi un abbraccio. Sono sicura di avergli detto qualcosa, ma non riesco a ricordarlo. Pensavo che sarei scoppiata a piangere così davanti a lui, sentivo le ginocchia cedere e poi quando mi ha  abbracciata basta, non ci ho più visto. Ha fatto la foto con la mia amica e poi ci ha salutate con un “Bye beautiful”. Ci siamo sedute senza dire una parola e prima che riuscissimo a bere l’acqua che nel frattempo ci avevano portato è arrivato Neels. Già che eravamo lì abbiamo fatto la foto anche con lui. Dopo il caffè siamo uscite trionfanti e finalmente abbiamo potuto saltare/gridare/abbracciarci.

Mentre scrivo sto ancora tremando. E’ vero, non è la prima volta che lo vedo, non è la prima volta che ci faccio una foto insieme ma, credetemi, è come se lo fosse. E’ stata una giornata indimenticabile. Non riesco ancora a crederci.

Un bacio, Double B

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